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Monti-Lagarde-MerkelLa stampa tedesca si concentra oggi sulla accesa questione dello European Stability Mechanism (Esm), lo strumento comunitario 'salva stati' destinato a sostituire l'attuale Efsf. Se da un lato, il presidente del Consiglio italiano Mario Monti preme, con altri leader dell'eurozona, per un significativo aumento delle risorse a valere sul fondo, obiettivo condiviso in primis dalla direttrice dell'Fmi Christine Lagarde, la cancelliera tedesca Angela Merkel tiene il punto: “Vogliono tutti raddoppiare i fondi – riporta la FAZ -, ancora prima che un solo euro sia stato versato”.

Il premier italiano, scrive oggi Die Welt, si è espresso in favore di un raddoppio dello European Stability Mechanism a mille miliardi di euro. Gli fa da spalla la Lagarde, che ieri ha affermato che una simile decisione “sarebbe di grande aiuto” al fine di creare un “firewall” migliore per Italia e Spagna.

Ma la cancelliera, prosegue il quotidiano, rispedisce la richiesta al mittente. “Per lei la priorità è una rapida entrata in vigore dell'Esm”, così come stabilito nel vertice Ue dello scorso dicembre.

Stesso taglio nell'articolo della Frankfurter Allgemeine Zeitung, che oggi titola “Lagarde nel panico”. La direttrice dell'Fmi, scrive il giornalista, approva la cura americana contro la crisi: ancora più debiti e ancora più denaro dalla Banca centrale.

“La boccata d'ossigeno di Mario Draghi, 500 miliardi agli istituti europei dalla Bce, è già storia passata; non lo è, invece, la richiesta, presentata da Monti, di maggiori aiuti da parte della Germania”. Il primo ministro italiano, si legge sulla FAZ, vuole mille miliardi di euro e interessi più bassi.

Cosa che avrebbe infastidito la Merkel. “Vogliono tutti raddoppiare i fondi ancora prima che un solo euro sia stato versato. In questa occasione, nessuno si preoccupa del fatto che così non si risolvono i problemi strutturali”.

Il governo tedesco, aggiunge al quadro Der Spiegel, ha smentito la notizia secondo cui la Germania sarebbe pronta ad un innalzamento del fondo a 750 miliardi di euro. "Non vi è alcuna decisione del genere", ha detto a Reuters il portavoce del governo Steffen Seibert.