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EurActiv.it

Monti e Papademos - Credit © European Union, 2012“Papademos in Grecia, Monti in Italia: nei paesi in crisi del sud Europa, i professori si sono messi al timone. Sono loro che devono rimediare, con il sapere degli esperti, a quello che i politici di professione hanno combinato”. In un lungo articolo apparso nelle scorse ore sulle pagine dello Spiegel, Reinhard Hüttl, geologo e direttore scientifico del  German Research Centre for Geosciences si interroga sul triangolo: politica-scienza-potere.

Il pezzo si apre con due domande: sono gli accademici i migliori politici? E viceversa, sono i politici  i migliori accademici? “Difficile. - risponde Hüttl – L'evidenza scientifica non si fa influenzare politicamente e la verità non si raggiunge con la maggioranza. Lo scambio dei ruoli non funziona, e in nessuna delle due direzioni”.

Nel sistema democratico, gli accordi e le decisioni, si legge, devono rimanere un primato della politica.

Premesso ciò, Hüttl riconosce che scienza e politica non devono essere concepite come sistemi isolati. Che il pensatore possa essere tra i più adatti a guidare un paese, lo diceva già Platone. Da questo punto di vista, dunque, "è ironico che proprio in Grecia e in Italia siano i governi degli esperti a dover evitare la crisi”.

Da una parte, Lucas Papademos; dall'altra, Mario Monti, che ha creato un esecutivo costituito interamente da esperti. "Stiamo forse vivendo una nuova fase della politica, in cui le decisioni si prendono sulla base di criteri razionali e scientifici?"

La risposta che da Hüttl è chiara: “uno scienziato non è un politico, anche quando politica e società si consigliano a vicenda”. La cosa più importante, aggiunge il geologo, è che nessuno dei due ambiti superi i propri confini. 

"Quando la scienza prende parte al processo di contrattazione politica, perde la sua indipendenza". E ancora, "quando diventa giustificazione di un fine politico, acquista un ruolo di convenienza". Dunque, spiega Hüttl tra le sue considerazioni finali, quello che gli uomini e le donne di ingegno devono limitarsi a fare è: dare consigli scientificamente fondati e “gettare la luce della conoscenza sulle possibilità d'azione”.