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Obama, Monti - foto di Executive Office of the President of the United States, EC Audiovisual service Europa e Stati Uniti stanno lavorando bene per superare la crisi finanziaria, l'euro è una moneta solida e l'Italia sta dimostrando di saper agire con determinazione. Questi, alcuni dei concetti espressi dal premier Mario Monti nelle interviste rilasciate alla tv americana PBS e al Wall Street Journal.  A Monti, oggi a Washington, il compito di riportare l'Europa a Barack Obama, che se n'è dimenticato nel suo discorso sullo stato dell'Unione.

Interpellato da Margaret Warner della PBS rispetto all'operato di Ue e Stati Uniti di fronte alla crisi finanziaria, Monti ha detto che "su entrambe le sponde dell'Atlantico" si sta lavorando bene e "nella direzione desiderata". Secondo il premier, Obama sta aiutando l'Europa grazie a una "solida gestione dell’economia" e l'Europa sta lavorando per evitare l'esplosione di tensioni al di fuori dall'eurozona.

Nell'intervista al WSJ, Monti ha invece sottolineato che l'euro ha dimostrato di essere una moneta solida e credibile, nonostante la crisi del debito. Il premier prevede che altri paesi europei adotteranno la moneta unica nei prossimi cinque anni.

Sull'eventualità di un default greco, il premier ha spiegato alla Warner che, nel caso ciò dovesse accadere, adesso l'Italia sarebbe meno esposta, poiché i mercati, le istituzioni europee e la comunità globale vedono un paese che, in pochi mesi, è stato capace di adottare misure concrete per il consolidamento del bilancio e per la crescita.

L'esempio greco è il caso limite, ha aggiunto il premier, ma più in generale "l'Europa aveva bisogno di maggiore sicurezza in materia di gestione dei conti pubblici dei singoli stati membri". Il che, ha detto Monti, è stato quasi raggiunto grazie al Patto di Bilancio. "Ora bisogna concentrarsi sulla crescita".

A livello europeo, Monti ritiene invece che la crisi abbia riportato in superficie "vecchi fantasmi sui pregiudizi tra il nord e il sud dell'Europa e molto risentimento reciproco". La priorità, in questo senso, è quindi evitare che la moneta comune diventi, per una serie di conseguenze psicologiche negative, "un fattore di disintegrazione per l'Europa".

Al WSJ, Monti ha detto di approvare la decisione della Banca centrale europea di offrire rifinanziamenti a tre anni a tassi bassi per sostenere le banche dell'eurozona. "L'Italia rispetta l'indipendenza della banca centrale e le sue decisioni".

Interpellato sulla situazione di politica interna e sul pericolo che gli italiani possano percepire i sacrifici richiesti come un'imposizione dell'Ue, Monti ha detto alla PBS di aver finora cercato di presentare le misure non come un'ingerenza da parte di Bruxelles, della Germania o della Banca centrale europea, ma come un passo necessario, suggerito sì dall'Europa, ma "nell'interesse di noi stessi e delle generazioni future di italiani".

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Monti alla tv americana PBS